La storia del complesso
Due millenni di storia
Il complesso monumentale di Villa Fidelia racchiude oltre due millenni di storia, suddivisi in due grandi macro-periodi:
- L'età antica: dal IX secolo a.C. al IV secolo d.C.
- L'età moderna e contemporanea: dalla fine del XVI secolo ai giorni nostri.
Il periodo antico: l'età preromana e romana
Le origini del Santuario federale degli Umbri
La frequentazione dell’area risale al IX secolo a.C. come santuario etnico degli Umbri. La struttura svolgeva una fondamentale funzione di aggregazione sociale, linguistica e culturale per le diverse comunità della zona.
Nel tempo, il sito ha subito profonde trasformazioni:
Modello etrusco: gli Umbri organizzarono il culto comunitario ispirandosi, sembra, al Fanum Voltumnae (il santuario federale etrusco) e assimilarono alcune divinità etrusche, come testimoniano le epigrafi rinvenute nell’area.
L’epoca augustea: in età augustea il santuario di Hispellum venne elevato a santuario federale degli Umbri. In questa fase assume la sua forma definitiva: vennero edificati i tre grandi muri di terrazzamento, il teatro, l'anfiteatro e il complesso termale, i cui resti sono ancora oggi parzialmente conservati.
L'età tardo-imperiale: sotto Costante (figlio dell'imperatore Costantino) fu richiesta la costruzione del tempio della gens Flavia. Di questa fase restano alcune porzioni murarie nella zona nord-ovest del santuario, precisamente nell'area posteriore al convento e sotto la Chiesa di San Fedele.
Il periodo moderno: dal XVI secolo a oggi
La rinascita nel Cinquecento
Dopo secoli di abbandono successivi alla fine dell'impero, le cronache medievali registrano solo due eventi rilevanti nell'area che sarà poi denominata “La Fidelia”:
- Il martirio di San Felice (304-306 d.C.), lungo la “via romana”, nel luogo in cui sorgerà la Chiesa di San Fedele.
- La distruzione, nel 1239 da parte delle truppe di Federico II, del Convento di San Marco a cui era annessa la Chiesa dedicata a San Marco (oggi Chiesa di San Fedele).
La rinascita urbanistica inizia nel XVI secolo. La presenza dei grandi muri terrazzati di epoca augustea condiziona la progettazione delle nuove residenze che saranno edificate direttamente sopra i resti antichi: la residenza di campagna seicentesca della famiglia Urbani oggi sede delle Suore Missionarie d’Egitto, e il “Casino di villeggiatura” commissionato nel ‘700 da Donna Teresa Grillo Pamphilj oggi il “Complesso monumentale di villa Fidelia” di proprietà della Provincia di Perugia.
Il Seicento e l'opera di Fausto Gentile Donnola
Agli inizi del XVII secolo, lo storico Fausto Gentile Donnola descrive dettagliatamente l'area de “La Fidelia”nella sua opera "Historia della Terra di Spello" (1621).
Lo studioso documenta la presenza di:
nell’area sistemata a “giardino, con pergolati, boschetti, vigna et oliveti ad imitazione de gl’antichi" rileva abitazioni con cantine, cisterne e fontane fatte costruire dalla famiglia Urbani e un'area a monte dei terrazzamenti (collegata a teatro e anfiteatro) storicamente destinata a gladiatori, atleti e filosofi.
L'evoluzione architettonica e i passaggi di proprietà
Il complesso ha assunto la conformazione attuale attraverso una successione di importanti famiglie e istituzioni:
1. Villa Urbani (Fine XVI - Inizio XVII secolo)
La nobile famiglia Urbani di Spello edifica, oltre al Palazzo nobiliare nel cuore di Spello, una villa suburbana di prestigio e rappresentanza sulla verticale dei resti dell'antico santuario di origine umbra, in particolare sul luogo che, successivamente, è stato individuato come luogo di culto dedicato a Venere. La struttura fungeva anche da centro di controllo delle attività agricole. Nei documenti successivi (1815 e 1830) l'edificio verrà registrato rispettivamente come "casino abitato dal giardiniere" e "casa per famiglia".
Oggi è sede delle Suore missionarie d’Egitto.
2. Il Casino di Teresa Grillo Pamphilj (1722)
La principessa Teresa Grillo Pamphilj nel 1719 riceve con donazione testamentaria il Palazzo nobiliare di Spello che era stato degli Urbani e nel 1722 acquista la villa suburbana già degli Urbani riunendo, così, in un’unica proprietaria le due residenze fatte costruire dagli Urbani. Acquista anche i terreni circostanti e la Chiesa di San Fedele (da cui deriva il nome attuale "La Fidelia"). Accanto alla seicentesca residenza di campagna avvia la costruzione di un nuovo palazzo, noto come "Casino di Villeggiatura", all’estremità opposta del terrazzamento sul quale si trovava la residenza di campagna, in corrispondenza dei due templi di età romana (dedicati l’uno a Venere e l’altro, probabilmente, a Minerva). Il progetto del Casino era del famoso Francesco Galli Bibiena e i lavori si conclusero nel 1727.
3. Villa Mancinforte-Sperelli (1787 - 1822)
Dopo la morte della principessa nel 1762, la proprietà passò alla famiglia Sperelli che risulta sicuramente proprietaria nel 1787; l'edificio assunse così il nome di "Villa Sperelli", come testimoniano un dipinto del 1787 e i successivi rilievi catastali di Coriolano Monti.
Nel 1822 la seicentesca struttura degli Urbani viene censita come "casa con corte", mentre l'edificio settecentesco della principessa Pamphilj prende il nome di "Casa di Villeggiatura".
4. Villa Piermarini (1822)
Gregorio Piermarini Onori di Foligno acquista, nel 1822, la proprietà e avvia radicali interventi di ammodernamento tra il 1824 e il 1829, affidati all’ingegnere senesa Saverio Andreucci.
I lavori comprendono l’aggiunta della decorazione a bugnato piatto sulle facciate al piano terra della villa e l’inserimento di timpani sopra le finestre del piano nobile, l’installazione delle targhe storiche recanti la scritta "Villa Piermarini" sui pilastri dell'ingresso principale, visibili ancora oggi, la riprogettazione ex novo dei giardini e sistemazione del parco.
5. Villa Tani-Menicacci (1858)
La proprietà passa in eredità nel 1858 a Francesca Menicacci, figlia di Anna Maria Piermarini, moglie di Antonio Tani-Spenditori di Cannara. La famiglia mantiene inalterata la struttura e i giardini, limitandosi a collocare nel “boschetto della Fidelia” una lastra sepolcrale marmorea (rinvenuta durante i lavori realizzati dalla principessa Pamphilj), datata prima delle fine del II secolo d.C., che in seguito passò alla famiglia Valenti di Trevi (oggi conservata a Palazzo Valenti a Trevi).
6. I Padri Somaschi (Fine XIX secolo)
La Congregazione dei Padri Somaschi acquista il Complesso e trasforma la ex Villa Urbani in residenza estiva per i seminaristi del Collegio Vitale Rosi di Spello diretto dalla medesima Congregazione. Le scuderie vengono convertite in camere e l'edificio ottocentesco a pianta rettangolare diventa un oratorio. Le foto d'epoca dell'inizio del Novecento mostrano le due residenze collegate dal giardino all'italiana in un unico, armonico complesso.
Il Novecento: Villa Costanzi e la trasformazione stilistica
Dopo un breve periodo sotto la proprietà della famiglia Preziosi, nel 1921 il complesso de "La Fidelia" viene acquistato dall'ingegnere Decio Costanzi, originario di Petrignano d’Assisi ma residente a Roma.
Inizialmente la struttura viene messa a disposizione del Papa come luogo di ricovero per le orfane armene. Successivamente, nel 1925, Costanzi decide di frazionare la tenuta:
- L'ex Villa Urbani viene venduta alle Suore Missionarie d'Egitto (che oggi ne mantengono la proprietà).
- Il Casino di Villeggiatura, il parco, il giardino e la Chiesa di San Fedele restano di proprietà di Costanzi.
È proprio da questo momento storico che con il termine "Villa Fidelia" (o quello di Palazzina del Complesso) si intende unicamente l’ex "Casino di Villeggiatura" fatto edificare nel Settecento dalla principessa Teresa Grillo Pamphilj.
Il progetto di Cesare Bazzani e l'assetto architettonico definitivo
Nel 1927 l'ingegner Costanzi affida il progetto di radicale ristrutturazione del complesso al celebre architetto Cesare Bazzani. L'intervento conferisce alla villa la sua veste definitiva, combinando elementi stilistici tardo-barocchi e neoclassici, e ridisegnando interamente l'area del parco.
Le principali innovazioni architettoniche e strutturali introdotte dal Bazzani comprendono:
- Il Loggiato e la terrazza: l'inserimento di un loggiato a ridosso del secondo muro di terrazzamento romano. L'edificio si articola così su cinque piani complessivi, di cui i primi tre compongono il loggiato, sovrastato da una terrazza panoramica che corre lungo l'intera facciata.
- La Facciata: la superficie viene movimentata con l'aggiunta di marcapiani, lesene a bugnato piatto e serliane. Al centro della composizione spicca una torretta con timpano a cornice interrotta, sormontata da una copertura a cuspide che dona slancio e dinamismo alla struttura.
Le Pertinenze sportive e di servizio: sopra l'edificio della ex casa del giardiniere vengono progettati e realizzati una limonaia, un campo da tennis e un galoppatoio.
Le nozze reali del 1930
Il rinnovato splendore architettonico porta il complesso monumentale alla ribalta della cronaca internazionale. La bellezza del sito è tale da essere scelta, il 25 ottobre 1930, come prestigiosa cornice per il ricevimento delle storiche nozze tra la principessa Giovanna di Savoia (figlia del Re d'Italia Vittorio Emanuele III) e il Re Boris III di Bulgaria.