(Cittadino e Provincia) – Deruta, 19 ottobre ‘26 – ‘Padre Rufino Niccacci: un francescano che salvò la vita, costruì la pace e parlò al futuro’.
Con un convegno e una mostra all’interno del Museo regionale della ceramica, Deruta ha reso omaggio a uno dei suoi figli più illustri, Padre Rufino Niccacci, “Giusto fra le nazioni” che durante la Seconda guerra mondiale contribuì a salvare migliaia di ebrei perseguitati ad Assisi.
L’evento si inserisce nella cornice delle iniziative dedicate a Padre Rufino in occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa avvenuta il 16 ottobre 1976.
La città di Deruta, in particolare, custodisce la memoria del francescano attraverso il cippo posto nei pressi della scuola primaria, dedicato a Padre Rufino e alle vittime della Shoah. Il religioso stava lavorando proprio a Deruta al progetto della Casa Pio XII, destinata a favorire il dialogo tra cristiani ed ebrei, quando morì improvvisamente nel 1976.
Al convegno di sabato scorso ha portato il contributo della Provincia di Perugia la vicepresidente Laura Servi. “Padre Rufino, insieme ad altri protagonisti – ha sostenuto – indicarono che c’era una via d’uscita al dramma e alla tragedie di quegli anni”. Un insegnamento che a suo parere non deve rimanere circoscritto a quel periodo storico. “L’Assemblea degli Enti locali per la pace e i diritti umani – ha aggiunto servi – che si è conclusa una settimana fa a Perugia è la dimostrazione che oggi come allora l’esempio di Padre Rufino ci guida nel non cadere nella sfiducia nelle istituzioni e persino nella democrazia che spesso tentennano. I percorsi realizzati dagli Enti locali per la pace sono la testimonianza che uniti possiamo diventare autentici operatori di pace”.
In apertura di convengo il sindaco di Deruta Michele Toniaccini ha sostenuto che Niccacci è una figura da riscoprire perché “in un tempo terribile scelse di stare dalla parte della vita, della libertà e della dignità umana. Deve quindi diventare un modello soprattutto per i giovani”.
“La storia di Padre Rufino – sono state le parole di Piero Montagnoli, assessore alla cultura - non si esaurisce con la sua morte. Ha scelto di costruire ponti. La nostra Amministrazione comunale sente il dovere di conservarne la memoria”.
E’ quindi intervenuto Alberto Krachmalnicoff dell’Associazione Italia Israele di Perugia che ha ricordato come l'Umbria sia l’unica regione che non abbia subito deportazioni grazie anche alla presenza di numerosi Giusti, finora 15 quelli riconosciuti ufficialmente, in gran parte figure religiose.
Marina Rosati del Museo della memoria Assisi 1943-1944, nel tracciare il profilo di Padre Rufino ha parlato di un uomo dotato di una umanità disarmante e di uno spirito coinvolgente.
Hanno contribuito a ricostruire la figura del francescano inoltre gli interventi e le testimonianze indirette di padre Giulio Michelini dei Frati minori di Assisi, del guardiano di San Damiano, padre Francesco Piloni e di Luigi Niccacci in rappresentanza della famiglia Niccacci.
La giornata si è chiusa con l’inaugurazione della mostra documentale ‘Padre Rufino e la rete della salvezza’ allestita al Museo regionale della ceramica di Deruta.
OI26197.ET
(Cittadino e Provincia) – Deruta, 19 ottobre ‘26 – ‘Padre Rufino Niccacci: un francescano che salvò la vita, costruì la pace e parlò al futuro’.
Con un convegno e una mostra all’interno del Museo regionale della ceramica, Deruta ha reso omaggio a uno dei suoi figli più illustri, Padre Rufino Niccacci, “Giusto fra le nazioni” che durante la Seconda guerra mondiale contribuì a salvare migliaia di ebrei perseguitati ad Assisi.
L’evento si inserisce nella cornice delle iniziative dedicate a Padre Rufino in occasione del cinquantesimo anniversario della sua scomparsa avvenuta il 16 ottobre 1976.
La città di Deruta, in particolare, custodisce la memoria del francescano attraverso il cippo posto nei pressi della scuola primaria, dedicato a Padre Rufino e alle vittime della Shoah. Il religioso stava lavorando proprio a Deruta al progetto della Casa Pio XII, destinata a favorire il dialogo tra cristiani ed ebrei, quando morì improvvisamente nel 1976.
Al convegno di sabato scorso ha portato il contributo della Provincia di Perugia la vicepresidente Laura Servi. “Padre Rufino, insieme ad altri protagonisti – ha sostenuto – indicarono che c’era una via d’uscita al dramma e alla tragedie di quegli anni”. Un insegnamento che a suo parere non deve rimanere circoscritto a quel periodo storico. “L’Assemblea degli Enti locali per la pace e i diritti umani – ha aggiunto servi – che si è conclusa una settimana fa a Perugia è la dimostrazione che oggi come allora l’esempio di Padre Rufino ci guida nel non cadere nella sfiducia nelle istituzioni e persino nella democrazia che spesso tentennano. I percorsi realizzati dagli Enti locali per la pace sono la testimonianza che uniti possiamo diventare autentici operatori di pace”.
In apertura di convengo il sindaco di Deruta Michele Toniaccini ha sostenuto che Niccacci è una figura da riscoprire perché “in un tempo terribile scelse di stare dalla parte della vita, della libertà e della dignità umana. Deve quindi diventare un modello soprattutto per i giovani”.
“La storia di Padre Rufino – sono state le parole di Piero Montagnoli, assessore alla cultura - non si esaurisce con la sua morte. Ha scelto di costruire ponti. La nostra Amministrazione comunale sente il dovere di conservarne la memoria”.
E’ quindi intervenuto Alberto Krachmalnicoff dell’Associazione Italia Israele di Perugia che ha ricordato come l'Umbria sia l’unica regione che non abbia subito deportazioni grazie anche alla presenza di numerosi Giusti, finora 15 quelli riconosciuti ufficialmente, in gran parte figure religiose.
Marina Rosati del Museo della memoria Assisi 1943-1944, nel tracciare il profilo di Padre Rufino ha parlato di un uomo dotato di una umanità disarmante e di uno spirito coinvolgente.
Hanno contribuito a ricostruire la figura del francescano inoltre gli interventi e le testimonianze indirette di padre Giulio Michelini dei Frati minori di Assisi, del guardiano di San Damiano, padre Francesco Piloni e di Luigi Niccacci in rappresentanza della famiglia Niccacci.
La giornata si è chiusa con l’inaugurazione della mostra documentale ‘Padre Rufino e la rete della salvezza’ allestita al Museo regionale della ceramica di Deruta.
OI26197.ET