"Sono solo parole" - evento di presentazione 25 novembre 2025
Il Progetto, realizzato dalla Provincia di Perugia in collaborazione con la Consigliera di Parità, ha l’obiettivo di sensibilizzare studentesse e studenti delle Scuole superiori sul tema della violenza di genere, a partire da un aspetto spesso sottovalutato: il linguaggio. Le parole che usiamo ogni giorno possono rafforzare stereotipi, alimentare discriminazioni e normalizzare forme di violenza, anche in modo inconsapevole.
“Le parole hanno un potere immenso: possono costruire o distruggere, unire o dividere. Non possiamo più ignorare che la violenza trova spesso terreno fertile anche nel linguaggio quotidiano (...) Utilizzare parole inclusive e rispettose è il primo passo per combattere stereotipi e pregiudizi che alimentano la violenza di genere”. Con queste parole la Consigliera della Provincia di Perugia con delega alle Pari Opportunità Francesca Pasquino ha aperto l’incontro pubblico di presentazione del Progetto, che ha visto il coinvolgimento di tre Istituti di Istruzione superiore del territorio, e che si è svolto presso la Sala del Consiglio provinciale il 25 novembre 2025, in occasione della Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne. Dopo i saluti istituzionali della Provincia di Perugia, nella persona della Vice Presidente Laura Servi, della Regione Umbria e del Comune di Perugia, sono intervenute la giornalista Donatella Miliani, che ha analizzato l’uso dei social, delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale e la pedagogista Giulia Romano, dell’Associazione Libera…mente Donna, che ha portato la voce dei Centri antiviolenza, nati “per diffondere cultura oltre che protezione”. A chiudere i lavori è stata la Consigliera di Parità della Provincia di Perugia, Elena Bistocchi, che ha ricordato le parole di Vera Gheno: “Le parole sono ponti, non muri". "Parlare di pari opportunità – ha detto – significa garantire che ciascuno e ciascuna possa sentirsi rappresentato, nominato, visibile. Un linguaggio che esclude rende fragili le politiche di uguaglianza; un linguaggio inclusivo, invece, le rafforza e rende concreto il principio che nessuno deve essere invisibile”.
Grande coinvolgimento ha suscitato il contributo artistico di Giulia Zeetti e Mirco Bonucci, che attraverso teatro e musica hanno affrontato il tema della violenza di genere nelle canzoni e nei testi culturali, dagli anni ’70 a oggi. Un viaggio che ha messo in evidenza quanto il linguaggio di molte produzioni musicali continui a riflettere – e talvolta a perpetuare – una mentalità maschilista ancora radicata.
Il percorso proseguirà nei prossimi mesi all’interno delle classi dei tre Istituti coinvolti nel Progetto, con attività dedicate all’analisi critica del linguaggio, dei media e delle narrazioni di genere, per poi concludersi con un evento di restituzione finale in cui gli studenti e le studentesse presenteranno i risultati del loro lavoro – video, testi, performance, quadri – diventando protagonisti attivi della lotta contro la violenza di genere e promotori di un cambiamento culturale.