A Città della Pieve il S.A.L. convoca tavoli di lavoro per garantire agli studenti con disabilità un ingresso nel mondo del lavoro più immediato
(Cittadino e Provincia) – Città della Pieve, 8 giugno ‘26 - Nei giorni scorsi a Palazzo Corgna di Città della Pieve il Servizio di Accompagnamento al Lavoro dell’Unione dei Comuni del Trasimeno (gestito dalla Cooperativa Frontiera Lavoro), ha tenuto un workshop organizzato per tavoli che ha visto dialogare scuola, USL e Unione dei Comuni per comprendere buone prassi o possibili modalità innovative nell’avvicinare gli studenti con disabilità al mondo del lavoro.
A fare gli onori di casa il sindaco di Città della Pieve Fausto Risini che ha sottolineato come la gestione associata dei Servizi Sociali nell’Unione dei Comuni sia un fiore all’occhiello e che abbia in questi anni dato risultati, soddisfazione e buone prassi. Con lui Monica Sanchini assistente sociale del Comune, e referente per i Comuni del lago del S.A.L. (Servizio di Accompagnamento al Lavoro). Hanno dato alcune indicazioni per la conduzione dei lavori nei tavoli e per i temi da sviluppare gli operatori dell’equipe tecnica del S.A.L. Gaetano Fiacconi, Anna Protani e Paola Candori della Cooperativa Frontiera Lavoro e con loro Roberta Veltrini presidente dell’organizzazione che ha riferito sulle esperienze della cooperazione sociale in altri territori umbri.
La voce di Roberto Bassano dell’Istituto “Rosselli Rasetti” di Castiglione del Lago ha aggiunto il punto di vista della scuola prima di entrare nel vivo dei lavori che prevedevano strumenti per sollecitare riflessioni e spunti e schede da compilare per produrre prodotti condivisi.
La modalità dei tavoli di lavoro ha visto i partecipanti confrontarsi su tre macro aree. La prima “IL PRIMO STEP NELLA RETE: proporre una checklist di obiettivi “orientativi” da inserire nel percorso scolastico” e cioè l’ipotesi di un orientamento precoce sin dal terzo anno di scuola superiore perché si arrivi alla costruzione di un “porfolio” che contenga un bilancio di competenze e autonomie utile già nei percorsi di Formazione Scuola Lavoro (FSL).
La seconda “LA RETE DI PROTEZIONE E LA PRESA IN CARICO INTEGRATA; proporre procedure operative per il passaggio di informazioni tra scuola e servizi territoriali” e cioè le strategie per garantire alle famiglie di non ripartire ogni volta da zero, ma proseguire ove possibile in continuità con i servizi sanitari.
Ultima macro area quella più affine agli aspetti del lavoro “IL MATCHMAKING STRATEGICO: COME RENDERE OPERATIVA LA RETE; proporre procedure operative per rendere il S.A.L. parte attiva della costruzione del progetto personalizzato”, un lavoro di squadra affinchè il Servizio di Accompagnamento al Lavoro possa essere uno strumento proposto dai servizi sanitari e/o territoriali in sinergia con la scuola e prima dell’effettiva uscita dal percorso formativo.
Tre temi su cui si sono confrontati gli insegnanti di sostegno degli Istituti di Istruzione Superiore di Città della Pieve e Castiglione del Lago (il “Calvino” e il “Rosselli Rasetti”) e quelli con il ruolo di funzione strumentale per l’inclusione che hanno portato la loro esperienza e la difficoltà a dialogare con il tessuto economico e produttivo e talvolta a rendere le famiglie degli studenti con disabilità informate e autonome nel trovare strade e servizi dopo la fine dei percorsi scolastici. Con loro le assistenti sociali della USL Umbria 1 che lavorano nei centri di salute e nel Servizio Riabilitazione Età Evolutiva (SREE) del Trasimeno e anche il Coordinatore degli assistenti sociali dell’Unione dei Comuni che hanno raccontato le procedure e condiviso con le scuole strategie e possibili buone prassi.
Di grande utilità la presenza anche di Maura Macchiarini delegata F.I.S.H Umbria ETS e dell’Osservatorio Regionale sulla condizione delle Persone con disabilità e degli operatori di ARPAL Umbria impiegati nella sezione del Collocamento Mirato istituito dalla L.68 del 1999 Fabio Bocci e Marta Montanari. Due punti di vista legati alla quotidianità del rapporto con le aziende e con la vita delle famiglie.
Hanno tirato le fila dei singoli tavoli gli orientatori di Frontiera Lavoro impegnati nei S.A.L. di Perugia ed Assisi che hanno poi letto le risultanze della mattina di lavoro al termine dell’impegno comune.
L’appuntamento è a brevissimo con un report della giornata per mettere “nero su bianco” le diverse checklist e sistemi ipotizzati e per comprendere se le sollecitazioni ricevute possano diventare uno o più protocolli da firmare con gli istituti scolastici, la USL Umbria 1 e ovviamente l’Unione dei Comuni.
La giornata ha comunque rappresentato un momento storico in cui le maglie di una rete hanno dialogato per il superamento del gap fra l’uscita dalla scuola degli studenti con disabilità e il loro ingresso nel mondo del lavoro.
PIEVE26020.RED/ET
(Cittadino e Provincia) – Città della Pieve, 8 giugno ‘26 - Nei giorni scorsi a Palazzo Corgna di Città della Pieve il Servizio di Accompagnamento al Lavoro dell’Unione dei Comuni del Trasimeno (gestito dalla Cooperativa Frontiera Lavoro), ha tenuto un workshop organizzato per tavoli che ha visto dialogare scuola, USL e Unione dei Comuni per comprendere buone prassi o possibili modalità innovative nell’avvicinare gli studenti con disabilità al mondo del lavoro.
A fare gli onori di casa il sindaco di Città della Pieve Fausto Risini che ha sottolineato come la gestione associata dei Servizi Sociali nell’Unione dei Comuni sia un fiore all’occhiello e che abbia in questi anni dato risultati, soddisfazione e buone prassi. Con lui Monica Sanchini assistente sociale del Comune, e referente per i Comuni del lago del S.A.L. (Servizio di Accompagnamento al Lavoro). Hanno dato alcune indicazioni per la conduzione dei lavori nei tavoli e per i temi da sviluppare gli operatori dell’equipe tecnica del S.A.L. Gaetano Fiacconi, Anna Protani e Paola Candori della Cooperativa Frontiera Lavoro e con loro Roberta Veltrini presidente dell’organizzazione che ha riferito sulle esperienze della cooperazione sociale in altri territori umbri.
La voce di Roberto Bassano dell’Istituto “Rosselli Rasetti” di Castiglione del Lago ha aggiunto il punto di vista della scuola prima di entrare nel vivo dei lavori che prevedevano strumenti per sollecitare riflessioni e spunti e schede da compilare per produrre prodotti condivisi.
La modalità dei tavoli di lavoro ha visto i partecipanti confrontarsi su tre macro aree. La prima “IL PRIMO STEP NELLA RETE: proporre una checklist di obiettivi “orientativi” da inserire nel percorso scolastico” e cioè l’ipotesi di un orientamento precoce sin dal terzo anno di scuola superiore perché si arrivi alla costruzione di un “porfolio” che contenga un bilancio di competenze e autonomie utile già nei percorsi di Formazione Scuola Lavoro (FSL).
La seconda “LA RETE DI PROTEZIONE E LA PRESA IN CARICO INTEGRATA; proporre procedure operative per il passaggio di informazioni tra scuola e servizi territoriali” e cioè le strategie per garantire alle famiglie di non ripartire ogni volta da zero, ma proseguire ove possibile in continuità con i servizi sanitari.
Ultima macro area quella più affine agli aspetti del lavoro “IL MATCHMAKING STRATEGICO: COME RENDERE OPERATIVA LA RETE; proporre procedure operative per rendere il S.A.L. parte attiva della costruzione del progetto personalizzato”, un lavoro di squadra affinchè il Servizio di Accompagnamento al Lavoro possa essere uno strumento proposto dai servizi sanitari e/o territoriali in sinergia con la scuola e prima dell’effettiva uscita dal percorso formativo.
Tre temi su cui si sono confrontati gli insegnanti di sostegno degli Istituti di Istruzione Superiore di Città della Pieve e Castiglione del Lago (il “Calvino” e il “Rosselli Rasetti”) e quelli con il ruolo di funzione strumentale per l’inclusione che hanno portato la loro esperienza e la difficoltà a dialogare con il tessuto economico e produttivo e talvolta a rendere le famiglie degli studenti con disabilità informate e autonome nel trovare strade e servizi dopo la fine dei percorsi scolastici. Con loro le assistenti sociali della USL Umbria 1 che lavorano nei centri di salute e nel Servizio Riabilitazione Età Evolutiva (SREE) del Trasimeno e anche il Coordinatore degli assistenti sociali dell’Unione dei Comuni che hanno raccontato le procedure e condiviso con le scuole strategie e possibili buone prassi.
Di grande utilità la presenza anche di Maura Macchiarini delegata F.I.S.H Umbria ETS e dell’Osservatorio Regionale sulla condizione delle Persone con disabilità e degli operatori di ARPAL Umbria impiegati nella sezione del Collocamento Mirato istituito dalla L.68 del 1999 Fabio Bocci e Marta Montanari. Due punti di vista legati alla quotidianità del rapporto con le aziende e con la vita delle famiglie.
Hanno tirato le fila dei singoli tavoli gli orientatori di Frontiera Lavoro impegnati nei S.A.L. di Perugia ed Assisi che hanno poi letto le risultanze della mattina di lavoro al termine dell’impegno comune.
L’appuntamento è a brevissimo con un report della giornata per mettere “nero su bianco” le diverse checklist e sistemi ipotizzati e per comprendere se le sollecitazioni ricevute possano diventare uno o più protocolli da firmare con gli istituti scolastici, la USL Umbria 1 e ovviamente l’Unione dei Comuni.
La giornata ha comunque rappresentato un momento storico in cui le maglie di una rete hanno dialogato per il superamento del gap fra l’uscita dalla scuola degli studenti con disabilità e il loro ingresso nel mondo del lavoro.
PIEVE26020.RED/ET