Alla Sala dei Notari questa mattina l’avvio dei lavori. “L’Italia investa sulle città, le città investano sulla pace”
(Cittadino e Provincia) – Perugia, 9 ottobre ‘26 – “Quaranta anni fa in questa città alcuni amministratori locali decisero di assumere insieme una grande responsabilità. Da quella decisione nacque una storia che continua ancora oggi. Siamo qui perché quella storia non si interrompa, si rafforzi e perché il mondo ha fortemente bisogno di istituzioni capaci di assumersi la responsabilità della pace”. Così il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, rivestendo anche il ruolo di presidente del Coordinamento degli enti nazionali per la pace e i diritti, è intervenuto questa mattina, alla Sala dei Notari, in apertura dell’Assemblea nazionale delle città per la pace, in corso a Perugia fino a domani.
Una assemblea speciale in quanto coincide con il 40° anniversario della nascita dello stesso Coordinamento.
La pace comincia dalle città, infrastrutture essenziali per perseguire questo obiettivo, è il messaggio che si vuole lanciare con forza nella due giorni perugina. Insieme all’appello al Governo, al Parlamento e a tutte le forze politiche affinché “si assicurino risorse adeguate per affrontare le tante emergenze e costruire un futuro di pace per tutti”.
Cinque i punti sottolineati da Presciutti e che sono stati posti alla base della stessa Assemblea nazionale: la pace è in serio pericolo, non si può continuare a comportarci come se tutto ciò sia normale; le città sono infrastrutture essenziali della pace; le città devono organizzarsi per la pace; serve darsi una agenda politica delle città per la pace; serve rafforzare il Coordinamento degli Enti locali. “E proprio per dare forza a questo lavoro – ha sostenuto il presidente – propongo di cominciare a costruire insieme la prossima Marcia PerugAssisi della pace e della fraternità all’insegna del motto ‘Sbellichiamoci’”. Marcia che si terrà domenica 10 ottobre 2027.
La sessione plenaria di questa mattina, dal titolo, “Costruire una città disarmata e disarmante”, è stata coordinata da Silvana Amati, presidente onoraria del Coordinamento. “Siamo qui – ha spiegato - per testimoniare il passato e costruire il futuro, in un mondo sempre più bisognoso di cura”.
“Il titolo scelto è impegnativo – ha osservato Elena Ranfa, presidente del Consiglio comunale di Perugia -: servono tenacia, pazienza e determinazione per costruire la pace. Le città restano il luogo dove le persone si incontrano davvero e la pace diventa esperienza viva e quotidiana. È lì che la pace prende davvero forma. Va inoltre ricordato che Perugia custodisce anche l'eredità di Capitini. Siamo felici di essere ancora cantiere di pace”.
“Le istituzioni non devono permettersi di ferire l'intransigenza sulla pace di cui le nuove generazioni sono la testimonianza più autentica – è stato il pensiero espresso dalla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi -. Il primo impegno deve essere quello di ribellarsi al processo di normalizzazione della guerra o della sofferenza. La pace deve essere un impegno governativo. Abbiamo una enorme eredità, dobbiamo solo renderla più riconoscibile”.
Per il sindaco di Assisi Valter Stoppini “la guerra non è un destino; una alternativa esiste”, mentre il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci ha sostenuto che “le nostre città devono contrapporsi all'avanzata del deserto”.
A prendere la parola è stato poi Yousef Hamdouna, responsabile dei progetti di EducAid nella Striscia di Gaza. “Ogni giorno – ha riferito in un intervento carico di emozione - sento il sapore dell'ingiustizia e sono molto pieno di dolore. Mi rivolgo a voi perché sto cercando disperatamente un futuro per la mia famiglia e il mio popolo e credo che questo sia il posto giusto. Oggi più che mai è necessario agire, con iniziative concrete per salvare noi stessi che è il segreto per salvare anche gli altri”.
“Avverto sul territorio un bisogno diffuso di comunità – sono state invece le parole pronunciate dall’arcivescovo di Perugia mons. Ivan Maffeis - e di un futuro comune da costruire insieme. È tempo di prendere decisioni che costruiscono la pace. La città come oggi ci viene rappresentata è una babilonia, mentre noi sogniamo una Gerusalemme di pace”.
La sessione plenaria ha messo insieme insieme le città che organizzano la Marcia PerugiAssisi, le due Università di Perugia, la Rete Nazionale delle Scuole per la Pace, Rete Italiana delle Università per la Pace, il Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies e le tre fondazioni che raccolgono il patrimonio culturale di Giorgio La Pira, Padre Ernesto Balducci e Antonio Papisca.
Nel pomeriggio, al Palazzo della Provincia di Perugia, l’Assemblea affronta un’ampia serie di sessioni di lavoro dedicate alla costruzione dell’Agenda politica delle Città per la Pace.
La prima giornata si concluderà alla Rocca Paolina con un omaggio alle donne e agli uomini che hanno costruito in questi quarant’anni la rete delle Città per la Pace e con la visita all’Esposizione nazionale “La pace è un duro lavoro”.
Il 10 ottobre il lavoro proseguirà con l’Assemblea grande del Giro d’Italia per la Pace, l’iniziativa che sta attraversando il Paese per ricostruire, dal basso, una coscienza, una cultura e una politica di pace. Tra gli obiettivi ci sono: progettare la prossima Marcia PerugiAssisi, definire nuove iniziative per fermare le guerre e contrastare la corsa al riarmo e, soprattutto, fare definire il programma delle Città per la Pace.
L’Assemblea Nazionale delle Città per la Pace è promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani in collaborazione con la Provincia di Perugia, il Comune di Perugia, il Comune di Assisi e il Comune di Bastia Umbra, l’Università degli Studi di Perugia e l’Università per Stranieri di Perugia con il patrocinio di Rai Umbria.
PACE26016.ET
(Cittadino e Provincia) – Perugia, 9 ottobre ‘26 – “Quaranta anni fa in questa città alcuni amministratori locali decisero di assumere insieme una grande responsabilità. Da quella decisione nacque una storia che continua ancora oggi. Siamo qui perché quella storia non si interrompa, si rafforzi e perché il mondo ha fortemente bisogno di istituzioni capaci di assumersi la responsabilità della pace”. Così il presidente della Provincia di Perugia Massimiliano Presciutti, rivestendo anche il ruolo di presidente del Coordinamento degli enti nazionali per la pace e i diritti, è intervenuto questa mattina, alla Sala dei Notari, in apertura dell’Assemblea nazionale delle città per la pace, in corso a Perugia fino a domani.
Una assemblea speciale in quanto coincide con il 40° anniversario della nascita dello stesso Coordinamento.
La pace comincia dalle città, infrastrutture essenziali per perseguire questo obiettivo, è il messaggio che si vuole lanciare con forza nella due giorni perugina. Insieme all’appello al Governo, al Parlamento e a tutte le forze politiche affinché “si assicurino risorse adeguate per affrontare le tante emergenze e costruire un futuro di pace per tutti”.
Cinque i punti sottolineati da Presciutti e che sono stati posti alla base della stessa Assemblea nazionale: la pace è in serio pericolo, non si può continuare a comportarci come se tutto ciò sia normale; le città sono infrastrutture essenziali della pace; le città devono organizzarsi per la pace; serve darsi una agenda politica delle città per la pace; serve rafforzare il Coordinamento degli Enti locali. “E proprio per dare forza a questo lavoro – ha sostenuto il presidente – propongo di cominciare a costruire insieme la prossima Marcia PerugAssisi della pace e della fraternità all’insegna del motto ‘Sbellichiamoci’”. Marcia che si terrà domenica 10 ottobre 2027.
La sessione plenaria di questa mattina, dal titolo, “Costruire una città disarmata e disarmante”, è stata coordinata da Silvana Amati, presidente onoraria del Coordinamento. “Siamo qui – ha spiegato - per testimoniare il passato e costruire il futuro, in un mondo sempre più bisognoso di cura”.
“Il titolo scelto è impegnativo – ha osservato Elena Ranfa, presidente del Consiglio comunale di Perugia -: servono tenacia, pazienza e determinazione per costruire la pace. Le città restano il luogo dove le persone si incontrano davvero e la pace diventa esperienza viva e quotidiana. È lì che la pace prende davvero forma. Va inoltre ricordato che Perugia custodisce anche l'eredità di Capitini. Siamo felici di essere ancora cantiere di pace”.
“Le istituzioni non devono permettersi di ferire l'intransigenza sulla pace di cui le nuove generazioni sono la testimonianza più autentica – è stato il pensiero espresso dalla sindaca di Perugia Vittoria Ferdinandi -. Il primo impegno deve essere quello di ribellarsi al processo di normalizzazione della guerra o della sofferenza. La pace deve essere un impegno governativo. Abbiamo una enorme eredità, dobbiamo solo renderla più riconoscibile”.
Per il sindaco di Assisi Valter Stoppini “la guerra non è un destino; una alternativa esiste”, mentre il sindaco di Bastia Umbra Erigo Pecci ha sostenuto che “le nostre città devono contrapporsi all'avanzata del deserto”.
A prendere la parola è stato poi Yousef Hamdouna, responsabile dei progetti di EducAid nella Striscia di Gaza. “Ogni giorno – ha riferito in un intervento carico di emozione - sento il sapore dell'ingiustizia e sono molto pieno di dolore. Mi rivolgo a voi perché sto cercando disperatamente un futuro per la mia famiglia e il mio popolo e credo che questo sia il posto giusto. Oggi più che mai è necessario agire, con iniziative concrete per salvare noi stessi che è il segreto per salvare anche gli altri”.
“Avverto sul territorio un bisogno diffuso di comunità – sono state invece le parole pronunciate dall’arcivescovo di Perugia mons. Ivan Maffeis - e di un futuro comune da costruire insieme. È tempo di prendere decisioni che costruiscono la pace. La città come oggi ci viene rappresentata è una babilonia, mentre noi sogniamo una Gerusalemme di pace”.
La sessione plenaria ha messo insieme insieme le città che organizzano la Marcia PerugiAssisi, le due Università di Perugia, la Rete Nazionale delle Scuole per la Pace, Rete Italiana delle Università per la Pace, il Dottorato di interesse nazionale in Peace Studies e le tre fondazioni che raccolgono il patrimonio culturale di Giorgio La Pira, Padre Ernesto Balducci e Antonio Papisca.
Nel pomeriggio, al Palazzo della Provincia di Perugia, l’Assemblea affronta un’ampia serie di sessioni di lavoro dedicate alla costruzione dell’Agenda politica delle Città per la Pace.
La prima giornata si concluderà alla Rocca Paolina con un omaggio alle donne e agli uomini che hanno costruito in questi quarant’anni la rete delle Città per la Pace e con la visita all’Esposizione nazionale “La pace è un duro lavoro”.
Il 10 ottobre il lavoro proseguirà con l’Assemblea grande del Giro d’Italia per la Pace, l’iniziativa che sta attraversando il Paese per ricostruire, dal basso, una coscienza, una cultura e una politica di pace. Tra gli obiettivi ci sono: progettare la prossima Marcia PerugiAssisi, definire nuove iniziative per fermare le guerre e contrastare la corsa al riarmo e, soprattutto, fare definire il programma delle Città per la Pace.
L’Assemblea Nazionale delle Città per la Pace è promossa dal Coordinamento Nazionale degli Enti Locali per la Pace e i Diritti Umani in collaborazione con la Provincia di Perugia, il Comune di Perugia, il Comune di Assisi e il Comune di Bastia Umbra, l’Università degli Studi di Perugia e l’Università per Stranieri di Perugia con il patrocinio di Rai Umbria.
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