Il diritto di iniziativa popolare

IL DIRITTO DI INIZIATIVA DEI CITTADINI EUROPEI
(detto anche INIZIATIVA POPOLARE)


Che cos'è
E’ il diritto d’invitare la Commissione europea a presentare proposte legislative nei suoi settori di competenza, ossia di formulare in modo diretto suggerimenti per nuove leggi.
Tale diritto rappresenta una delle innovazioni principali introdotte dal Trattato di Lisbona e consentirà ai cittadini dell’Unione di far sentire con maggiore autorevolezza la propria voce, chiedendo direttamente alla Commissione di presentare nuove iniziative politiche.
Tale facoltà conferirà una dimensione nuova alla democrazia europea e verrà ad aggiungersi al complesso di diritti legati alla cittadinanza dell’Unione, intensificando il dibattito pubblico sulla politica europea e contribuendo alla creazione di un autentico spazio pubblico europeo.

Chi ne è titolare
I cittadini dell’Unione in possesso dell'età minima richiesta per votare alle elezioni per il Parlamento europeo.
 
Come si esercita
Un'iniziativa deve essere sostenuta da almeno un milione di cittadini appartenenti ad almeno un quarto degli Stati membri. In ciascuno degli Stati membri, il numero minimo di firme necessarie varia a seconda della popolazione (per l'Italia è stato fissato in 54.000 firme). I firmatari devono avere almeno l'età minima richiesta per votare alle elezioni per il Parlamento europeo.

Le iniziative proposte devono essere registrate su un registro on-line messo a disposizione dalla Commissione. La registrazione può essere rifiutata se l'iniziativa è in aperto contrasto con i valori fondamentali dell'UE. Dopo la verifica di ammissibilità (che spetta alla Commissione) può iniziare la raccolta delle firme, su carta o on-line. La Commissione dovrà supportare gli organizzatori di una raccolta di firme predisponendo una guida di facile uso, attivando un punto informativo e mettendo a disposizione un software a codice aperto per le firme on-line. Gli organizzatori avranno un anno di tempo per raccogliere le firme necessarie.

Come si comporta la Commissione
Dopo la registrazione dell'iniziativa la Commissione deve confermarne l'ammissibilità. 
Se l'iniziativa è ritenuta ammissibile, la Commissione, dopo aver verificato le firme, ha a disposizione tre mesi per esaminare l'iniziativa vera e propria. Dopodiché deve decidere:
§    se elaborare una proposta legislativa
§    se dare seguito all'iniziativa in altro modo, ad esempio avviando uno studio
§    se non intraprendere alcuna azione.
La decisione, qualunque essa sia, deve essere motivata in un documento pubblico.


Per evitare irregolarità, i firmatari dovranno comunicare l'indirizzo, la data di nascita, la nazionalità e un numero di documento (carta d'identità, passaporto o numero di affiliazione al sistema previdenziale). Gli organizzatori dovranno anche render noto chi ha finanziato l'iniziativa.

Dopo l'approvazione formale del Consiglio, che dovrebbe avvenire in tempi rapidi, gli Stati membri avranno un anno di tempo per integrare la nuova normativa nella legislazione nazionale. Il nuovo strumento dovrebbe quindi entrare in vigore all'inizio del 2012.