Donne e Lavoro
Le dinamiche occupazionali e il grado di partecipazione delle donne al mercato del lavoro presentano anche nel nostro territorio un rilevante divario tra uomini e donne, nonostante il gap di genere tenda a ridursi. Mentre la determinazione femminile a stare sul mercato del lavoro è aumentata con l’innalzamento dei livelli di istruzione, le “regole” del mercato non si rivelano ancora “amichevoli” verso le donne. Marcata è la presenza di donne nel lavoro nero e nelle forme di lavoro flessibile e atipico. Nell’offerta dei nuovi lavori prevalgono scarsa tutela e forte precarietà. L’elemento che ancora oggi discrimina le donne è quello della suddivisione fortemente squilibrata del lavoro di cura all’interno delle famiglie. La legge n°53 del 2000, sui congedi parentali e sui tempi e orari delle città, si è proposta proprio lo scopo di favorire la conciliazione tra tempi di vita e tempi di lavoro, poiché i servizi, gli orari, le strutture sociali non sono ancora adeguati alle condizioni concrete di vita delle donne e degli uomini. Ma, ancora oggi, il punto nodale è riuscire ad agire sui processi culturali e sui pregiudizi legati agli stereotipi. L’attuale organizzazione del lavoro, i meccanismi di carriera e di crescita professionale non tengono affatto conto della differenza tra i sessi e fra le diverse responsabilità familiari.