Storia delle donne
Jane Austen a proposito dei libri di storia scriveva:
Ad ogni pagina, litigi di papi e imperatori, guerre e pestilenze.
Gli uomini in genere sono dei buoni a nulla, e le donne -
le donne, praticamente, non ci sono mai: è una noia terribile.
Nella storia delle donne il 1900 è un secolo di importanza fondamentale per la costruzione dell'identità femminile: lungo il suo corso le donne hanno infatti conquistato e via via approfondito i contenuti della loro cittadinanza, sotto il profilo della libertà e dell'uguaglianza, dei diritti civili, politici e sociali.
La battaglia che le donne hanno condotto nel dopoguerra per i loro diritti e per la democrazia le ha emancipate da una condizione di discriminazione che le escludeva da diritti 'universali', i quali anche sul piano normativo erano riservati in realtà ai soggetti maschili. Il risultato di questo lungo percorso, in particolare dopo le riforme degli anni settanta, è un diritto più egualitario, per cui, sul piano formale e dei principi, si può sostenere che uomini e donne godono oggi degli stessi diritti fondamentali.
Questa uguaglianza di carattere giuridico è però, come ormai da più parti viene riconosciuto, un'uguaglianza astratta, la quale se non svalorizza le differenze, in primo luogo quella sessuale, le rimuove in un processo di assimilazione e, come le donne hanno più volte denunciato, le reprime.
I diritti, stante le discriminazioni culturali e sociali ancora operanti, restano sulla carta, le differenze non ottengono effettiva rilevanza nei rapporti sociali e l'uguaglianza giuridica è destinata a essere smentita dalle concrete disuguaglianze nelle quali le differenze via via si tramutano.