I.4.5
Rango dei centri nella struttura territoriale. (scala 1:100.000)


IL RANGO DEI CENTRI NELLA STRUTTURA TERRITORIALE

Il Preliminare di PTCP, nell’affrontare il tema del sistema insediativo, individuava sulla base della morfologia del territorio provinciale e dell’assetto infrastrutturale esistente, quattro differenti ambiti insediativi:

-   gli assi vallivi della Valle del Tevere, da Sansepolcro a Todi e della Valle Umbra, da Perugia a Spoleto;

-   l’asse della S.S. Flaminia, che da Foligno a Spoleto si sovrappone al precedente e, come     quello, fortemente supportato dal sistema infrastrutturale;

-   l’ anello del Trasimeno;

-   le aree alto-collinari e montane che si interpongono agli assi insediativi fondamentali e che rappresentano le aree interne come la Valnerina o il sistema dei Monti Martani, o, ancora, le zone marginali più piccole, ma sempre caratterizzate da una bassa accessibilità e da contenuta densità insediativa.

Le caratteristiche dimensionali e le posizioni relative fra questi sistemi, oltre ad altri fattori, hanno consentito che su questo territorio così articolato morfologicamente prendesse forma una trama insediativa identificabile in una struttura policentrica che poteva distribuire in modo diffuso sul territorio stesso funzioni ed attività.

Con gli approfondimenti condotti nella stesura definitiva del PTCP, oltre alla parte fortemente descrittiva dell’assetto territoriale della provincia contenuta nella carta dell’armatura urbana, sono state condotte valutazioni sintetiche sul ruolo territoriale dei centri urbani cercando di individuare, per ciascuno di essi, il peso che esprime nel sistema delle relazioni territoriali o nei sottosistemi locali e, in particolare, la capacità di attrazione e l’ambito di servizio, rilevabili attraverso la concentrazione e la qualità delle funzioni.

Queste valutazioni sintetiche dei ruoli urbani si riferiscono a 4 temi che sono stati assunti come particolarmente significativi per la comprensione dell’attuale assetto del territorio provinciale e che sono: cultura, servizi alla persona, attività produttive e turismo; in riferimento a ciascuno di questi temi sono stati scelti quegli indicatori in base ai quali potesse emergere maniera certa ed efficace il ruolo specifico dei vari centri in rapporto al territorio esaminato ed infine ne sono stimati fissati i pesi relativi, rispetto al totale provinciale.

E’ stato così possibile classificare la capacità di offerta e prestazione di servizi attribuendo ai centri principali, per ciascun tema, vari ruoli a seconda dell’influenza di essi sul territorio circostante e precisamente: per la cultura: centralità a livello nazionale e sovranazionale, centralità a livello regionale o subregionale, centralità locale; per i servizi alla persona: centralità con riferimento alla rete regionale, centralità con riferimento alle reti locali; per il turismo: presenza nei grandi circuiti internazionali, presenza nei circuiti turistici specialistici (turismo religioso, d’arte, gastronomico, ecc.); per le attività produttive: centri di interesse regionale, centri di interesse locale (intercomunale).

La valutazione sintetica del ruolo dei centri è stata riferita, per la definizione dei pesi delle funzioni e dei servizi prestati, il seguente quadro:


Valutazione sintetica del ruolo dei centri

Cultura

Università 50%

Teatri 15%

Musei 15%

Archivi di Stato 10%

Fondazioni culturali 10%

Servizi alla persona

Sanità 255

Pubblica amministrazione 25%

Istruzione 25%

Grande distribuzione 15%

Sport e tempo libero 10%

Turismo

Ricettività 50%

Musei 15%

Uffici turistici IAT 10%

Città d’arte 15%

Ristorazione 10%

Attività produttive

Addetti 50%

Superficie impegnata 50%




Dall’analisi dei dati è emerso immediatamente che mentre alcune funzioni risultano fortemente diffuse sul territorio (turismo ed attività produttive), altre, quali le funzioni connesse alle attività culturali ed ai servizi alla persona, sono polarizzate in alcuni centri e principalmente in Perugia, ove il ruolo di capoluogo di regione risulta drasticamente enfatizzato.

TABELLA – “QUADRO DEGLI INDICATORI, DEI PARAMETRI, DEI DATI UTILIZZATI E DELLE FONTI PER LA VALUTAZIONE DEL RANGO DEI CENTRI”

La rete del policentrismo sembra avere ancora una buona tenuta in tutto il territorio provinciale, ad eccezione delle fasce di grande concentrazione lungo i principali sistemi vallivi ed i collegamenti viari, ove, nell’ambito di un forte addensamento insediativo continuo, si stanno strutturando alcune polarità che tendono a smantellare i precedenti sistemi reticolari. Nella fascia compresa tra Magione e Spoleto (ove si concentra il 54% della popolazione provinciale, il 37% degli insediamenti produttivi, il 72% della grande distribuzione per gli esercizi con superficie di vendita inferiore a 5000 mq. ed il 100% per quelli con superficie superiore), si avverte la tendenza relativa al consolidarsi di “strade mercato” che concentrano in pochi chilometri (Magione-Perugia) la totalità quella grande distribuzione commerciale, da una parte con la specializzazione di alcuni centri di maggiori dimensioni che prima erano soltanto piccoli borghi rurali, dall’altra con la creazione di polarità più forti in corrispondenza dei centri di maggior peso demografico ed insediativo (Foligno e Spoleto oltre che Perugia).

Il processo di concentrazione, seppur caratterizzante l’intera fascia, presenta un diverso grado di consolidamento e quindi anche diversi livelli di problematicità; la già ricordata “centralità” funzionale e gerarchica del capoluogo di Regione è di fatto il principale fuoco del fenomeno ed il luogo della sua più avanzata manifestazione.

Qui la concentrazione insediativa, intesa soprattutto come attività terziarie (commerciali e servizi amministrativi), è stata per molti anni ricercata e favorita anche tramite politiche viarie non molto attente ai problemi della qualità urbana, e la condizione oggi raggiunta, per quanto riguarda questo specifico aspetto, richiederebbe un cambiamento radicale delle politiche settoriali e la definizione di nuovi indirizzi di assetto.

In questo ambito infatti l’esigenza primaria è quella di raccordare il processo di concentrazione con il miglioramento dell’accessibilità dei luoghi della concentrazione stessa: fondamentale in questo caso è pertanto lo sviluppo di nuove modalità di accesso, la creazione di una maglia distributiva che possa facilitare i percorsi e promuovere politiche di riconversione insediativa.

Se la situazione del nodo di Perugia, nella sua più vasta accezione, è, per questo aspetto, esemplare, ponendo l’esigenza di una azione di contenimento delle conseguenze negative di una concentrazione come quella che ne ha caratterizzato gli ultimi anni, per il resto della fascia esaminata il problema si pone in termini del tutto diversi. Il problema è quello di seguire il processo in corso allo scopo di ottimizzarne i risultati, controllando la qualità degli insediamenti e la conservazione-valorizzazione dei caratteri identificativi del territorio.

La infrastrutturazione del territorio, così come peraltro prevista dal Piano Provinciale, infatti può ben sostenere la conferma e lo sviluppo delle localizzazioni insediative, soprattutto produttive o terziarie specializzate a carattere territoriale lungo il sistema vallivo tra Perugia e Spoleto; la qualità ambientale diffusa in questi ambiti e la prossimità di aree di grande valore storico o naturalistico, inoltre, può favorire un approccio differenziato e plurimo a questi territori e l’integrazione tra i diversi usi, se tale caratterizzazione verrà appunto opportunamente salvaguardata e utilizzata.


Ricadute territoriali

La caratteristica della “continuità urbana” in questa fascia, che coinvolge i territori di almeno nove Comuni tra Magione e Spoleto, richiede uno stretto rapporto tra le varie Amministrazioni sia nella fase della gestione che in quella della pianificazione territoriale e richiede inoltre la presenza di un coordinamento a scala sovracomunale.

La copianificazione tra Provincia e Comuni in questo ambito territoriale (la fascia della concentrazione insediativa) è quindi un nodo fondamentale degli indirizzi del PTCP: tale copianificazione dovrà esprimersi attraverso la condivisione di programmi settoriali e piani specifici soprattutto rivolti alle problematiche della mobilità, dei servizi territoriali e della programmazione produttiva.

All’esterno dell’area della concentrazione, il territorio provinciale appare segnato da una rete di centri che riproducono, sia pure con diversa intensità e forza, il sistema del policentrismo diffuso con una gerarchia di centri articolata che descrive i nodi della maglia minuta.

Di questo sistema può essere facilmente individuata la strutturazione in sottosistemi corrispondenti ad ambiti territoriali definiti che ne definiscono i caratteri salienti: gli ambiti vallivi del Tevere a nord ed a sud di Perugia, diversi per la caratterizzazione insediativa e soprattutto agricolo-produttiva; l’ambito vallivo della Flaminia, che tramite lo stretto fondovalle fortemente urbanizzato lega le zone appenniniche e preappenniniche alla Valle Umbra ed a Foligno; l’ambito altocollinare e montano dei Martani e gli ambiti della Valnerina e del Trasimeno, questi ultimi fortemente caratterizzati da emergenze storico artistiche e naturalistiche eccezionali e da un policentrismo a volte (nella Valnerina) rarefatto per l’esilità delle relazioni.

E’ proprio della funzione di indirizzo e coordinamento della Provincia sviluppare, assieme alle varie amministrazioni locali, forme collaborative nella definizione delle linee e degli obbiettivi strategici di politica territoriale e promuovere azioni di copianificazione per il raggiungimento di tali obbiettivi; per ciascuno di questi ambiti pertanto questo ruolo della Provincia dovrà essere attivato.

TABELLA – “RANGO DEI CENTRI: INDICATORI  PER I SERVIZI ALLA PERSONA”

TABELLA – “RANGO DEI CETRI: INDICATORI PER LE ATTIVITÀ CULTURALI E TURISTICHE”

TABELLA – “RANGO DEI CETRI: INDICATORI PER LE ATTIVITÀ PRODUTTIVE”