PROPOSTA DI RETE VIARIA PROVINCIALE
Come già detto, il sistema infrastrutturale viario principale dell’Umbria è costituito dalla E 45 che attraversa l’intera regione da nord a sud, e dalle S.S. 75 e 75 bis che attraversano la regione in senso trasversale est-ovest, incrociandosi con la E 45 nell’area di Collestrada.
Questo sistema ha prodotto, come si può vedere da diversi elaborati, tre situazioni:
1) convergenza di tutti i traffici nazionali e locali su queste due arterie con conseguente congestione, specie nell’area di incrocio;
2) la concentrazione delle attività produttive nell’area circostante l’incrocio (Bastia, Perugia, Corciano) con propaggini verso sud (Deruta, Todi) e verso nord (Città di Castello) che risente dell’influenza dell’area toscana;
3) la marginalizzazione di gran parte dei territori con conseguente impoverimento; in particolare ne
hanno fortemente risentito l’area della Flaminia, l’area dell’eugubino-gualdese e quella della Valnerina; ciò rafforza la convinzione che il sistema infrastrutturale è condizione necessaria ma non sufficiente per il processo di sviluppo economico produttivo.
Il PTCP avanza l’ipotesi di rimuovere questa situazione prevedendo il superamento del sistema ad
incrocio delle due arterie, sostituendolo con una maglia viaria che riconnette a sistema le varie aree della provincia, che ridistribuisce i traffici, che facilita le relazioni interne ed esterne alla provincia.
Tale ipotesi, in realtà, non fa altro che riprendere 75 ad ovest e nel prossimo futuro con la E 78, è
collegata all’autostrada del Sole e, attraverso le trasversali marchigiane, alla A 14.
Per la realizzazione di questo sistema sono urgenti e necessari interventi su ciascuno dei singoli rami. Non può essere che forte il confronto con il Governo per superare lo stato di sottoinfrastrutturazione cui l’Umbria è stata relegata.
La E 45
Dopo il suo recente completamento, su questa arteria si è riversato un consistente volume di traffico, per lo più commerciale, proveniente dal nodo autostradale (a pagamento) di Bologna diretto verso Roma e il sud, e da Roma verso Bologna. Le caratteristiche tecnico costruttive della E 45, con la mancanza delle corsie di emergenza, con gli accessi pressoché privi delle corsie di accelerazione, la scarsità delle aree attrezzate di servizio e sosta, nonché con molti tratti, specie quello umbro, dove al traffico di attraversamento si somma quello locale, rendono questo asse estremamente pericoloso ed inadeguato per diventare, come pensano alcuni, un’alternativa valida all’attraversamento del passo appenninico della A 1. Già oggi il traffico presente richiede un progressivo processo di ammodernamento che rimuova le principali cause di pericolosità sopra richiamate.
La Flaminia
Lungo è stato il confronto, tutto interno all’Umbria, su questa arteria. L’aver limitato l’importanza di
questo asse al tratto locale, seppure di collegamento tra due realtà significative (Foligno-Spoleto), ha fatto perdere di vista la sua vera funzione di direttrice trasversale nazionale di collegamento tra
l’Adriatico e il Tirreno, e di grande supporto al sistema umbro.
Il tratto della Flaminia da Osteria del Gatto a Spoleto non potrebbe incidere favorevolmente sull’Umbria se non avesse uno sbocco a nord ed uno a sud.
Da qui la proposta della realizzazione della “Nuova Flaminia” che da Osteria del Gatto, attraverso la Ancona-Perugia, raggiunge il porto di Ancona, e che da Spoleto, attraverso la Tre Valli, si collega ad Acquasparta (E 45) e da qui a Terni-Orte-Roma ed al porto di Civitavecchia. In questo incrocio la “Nuova Flaminia” diviene un’importante trasversale che collega due significativi porti l’uno sul Tirreno, l’altro sull’Adriatico. Soltanto in questo modo l’asse della Flaminia riacquista un peso ed un riequilibrio all’interno dell’Umbria. I rimanenti tratti della Flaminia storica assolvono: quello a nord, ha un ruolo di rilevante interesse turistico di servizio al Parco regionale del Cucco, quello a sud, alla valorizzazione turistica dell’area ternana.
Inoltre, la “Nuova Flaminia” consente di sgravare, o quanto meno di non aggravare, il già fortemente caricato asse della E 45 e di svolgere il ruolo di collettore e distributore dei traffici del sistema delle trasversali provenienti dalle Marche e di indirizzare verso Roma e il sud-ovest i traffici della Regione.
E’ evidente che questa connotazione nazionale che la Flaminia assume facilita il rapporto con il Governo che deve confrontarsi non più con una richiesta di scala limitata e locale, ma piuttosto con una trasversale di importanza nazionale.
La S.S. 219 Pian d’Assino
Procedendo da nord verso sud, la S.S. 219 è la prima di quelle trasversali che collegano la “Nuova Flaminia” e la E 45. Da oltre un decennio è in corso la realizzazione di un primo tratto (Branca-Gubbio), mentre del secondo tratto (Gubbio-Montecorona) è in corso solo la progettazione di una prima parte. Questo asse, oltre al collegamento delle due longitudinali, consente di risolvere il grave stato di isolamento dell’area eugubina che, all’indomani dell’apertura della galleria di Forca di Cerro, resta l’area più isolata dell’Umbria.
Le S.S. 75 e 75 bis
Analogamente alla E 45, queste statali presentano gravi carenze in quanto, pensate per assolvere ad untraffico limitato, vengono ogni giorno sottoposte ad un crescente volume di mezzi leggeri e pesanti. Gli ultimi lavori eseguiti hanno soltanto eliminato la grande pericolosità di alcuni punti, rimangono comunque totalmente insufficienti a rispondere alla domanda d’uso. L’intero tratto necessita di significative revisioni, in particolare: lo svincolo di Collestrada e quello di Ponte San Giovanni vanno interamente ripensati, evitando gli incroci dei traffici e facilitando i flussi nelle varie direzioni; vanno rivisti gli accessi e le uscite che attualmente sono quasi totalmente mancanti delle rispettive corsie; va reso sicuro il transito nelle gallerie, dove quotidianamente avvengono incidenti, sia con lavori migliorativi della sede stradale, sia con sistemi di informazione all’utenza -dislocati in punti da cui sia possibile deviare- onde evitare intasamenti ed aggravio dell’asse; va rivista la distribuzione dei traffici in uscita spesso convogliati su strade urbane di insufficiente capacità e regolamentate con sistemi semaforici che spesso creano lunghe code sull’intera bretella d’uscita.
Al fine di facilitare il consistente traffico locale per il tratto della S.S. 75 che va da Foligno a Ponte San Giovanni, è stata ipotizzata una complanare ottenuta attraverso il miglioramento delle strade provinciali che collegano tra di loro i numerosi centri che attualmente si riversano sulla S.S. 75.
L’intera area di incrocio della E 45 con le S.S. 75 e 75 bis è stata esaminata ed affrontata come nodo di Perugia, si rimanda pertanto a tale voce.
La Tre Valli
E’ così denominata perché attraversa la Valnerina, la Valle Umbra e quella del Tevere; lungo il suo
percorso incrocia la Flaminia all’altezza di Spoleto. Dopo l’apertura delle gallerie di Forche Canapine e di Forca di Cerro, tale area ha risolto il collegamento della Valnerina sia verso Ascoli Piceno, che verso Spoleto. Oggi è indispensabile il suo completamento per consentire l’attraversamento di Spoleto, per facilitare i traffici dell’area industriale e per allacciarsi alla E 45 ad Acquasparta. La realizzazione di questa trasversale, oltre che unire a sud la Flaminia e la E 45, garantisce il collegamento tra il litorale adriatico (A 14 e S.S. 16), l’Umbria e Roma.
Le trasversali marchigiane
l. La “trasversale settentrionale” Fano-Grosseto: già esistente nel tratto Fano-Acqualagna (superstrada E 78) ed in costruzione nel tratto Acqualagna - Città di Castello (dove incrocia la E 45), pur interessando in maniera limitata il territorio umbro, assume un ruolo rilevante nel riequilibrio dell’accessibilità dell’alta Val Tiberina. Essa, inoltre, assolve al collegamento tra la A 14 (Fano) e la A 1 (Arezzo).
2. La Ancona- Perugia: questo asse per una parteassolve al ruolo della Flaminia, per la parte tra Osteria del Gatto e Perugia facilita il collegamento dell’area eugubino-gualdese con Perugia, ma soprattutto mette in relazione l’area del Trasimeno con l’area est dell’Umbria e il fabrianese.
3. Il “sistema delle trasversali Macerata-Foligno”: si tratta di un tracciato trasversale che collega Macerata con Foligno per innestarsi sulla Flaminia e sulle S.S. 75 e 75 bis. Questo collegamento, già in parte realizzato nell’area marchigiana con il potenziamento della S.S. 77 (Civitanova Marche - Muccia), deve affrontare l’attraversamento della zona di pregio ambientate del Piano di Colfiorito. E’ stata ipotizzato anche un tracciato che vede l’ammodernamento della S.S. 361 e la realizzazione della galleria del Passo del Cornello con il suo innesto sulla Flaminia nei pressi di Nocera Umbra.
4. La trasversale meridionale delle “Tre Valli”: di tale asse si è già trattato.