A.4.2
Sistemi paesaggistici ed unità ambientali. (scala 1:100.000)


SISTEMI PAESAGGISTICI ED UNITÀ DI PAESAGGIO

L’identificazione delle Unità Ambientali e delle Unità di Paesaggio ha evidenziato una forte articolazione della struttura del paesaggio provinciale.

Se si escludono le unità localizzate per lo più nella parte Est della provincia, caratterizzate da un’ampia superficie, la situazione dominante è quella che vede una notevole differenziazione nelle caratteristiche paesaggistiche presenti nelle varie zone del territorio provinciale.

Differenziazione che è determinata dalle caratteristiche geomorfologiche e da una notevole articolazione delle forme assunte dal paesaggio in ragione della presenza di usi antropici del territorio che, storicamente, si sono inseriti nella trama ambientale in modo capillare e puntuale.

La varietà e la conseguente complessità che ne deriva,  è stata la ragione in base alla quale si è ravvisata la necessità di procedere preliminarmente ad individuare gli assetti di base (strutturali) del livello provinciale.

Tale individuazione ha assicurato la possibilità del controllo, da parte del PTCP, di tale complessità ed inoltre ha consentito una visione complessiva capace di fornire l’insieme strutturale nel quale trovano luogo anche le emergenze puntuali e le specificità.

E’ inoltre da segnalare che, nello sviluppo del lavoro alla scala 1: 10.000, si potrà tornare al livello di definizione delle Unità di Paesaggio recuperando così tutte le differenze e le articolazioni riscontrate sul territorio, sia dal punto di vista ambientale che da quello delle formalizzazioni antropiche.

Quanto descritto può essere rappresentato nel seguente diagramma che riassume i principali passaggi metodologici effettuati e chiarisce il livello strutturale dei Sistemi Paesaggistici cui appartengono le Unità di Paesaggio.

“DIAGRAMMA DEI PRINCIPALI PASSAGGI METODOLOGICI EFFETTUATI”

La definizione dei sistemi paesaggistici risulta funzionale ad una comprensione dei paesaggi significativi in cui è strutturato il territorio provinciale, intendendo con ciò quelle formalizzazioni aventi carattere di tipicità su aree vaste quali:

   • paesaggio agricolo di pianura;

   • paesaggio agricolo di valle;

   • paesaggio agricolo collinare;

   • paesaggio agricolo alto - collinare;

   • paesaggio montano.

Da questa classificazione è assente il paesaggio urbano.

Tale assenza trova ragione sia nelle caratteristiche insediative del territorio provinciale che risultano fortemente contestualizzate negli scenari ambientali, che nel livello di lettura strutturale del paesaggio la quale privilegia le grandi matrici territoriali, ambientali e paesaggistiche.

Il fenomeno urbano potrà essere meglio analizzato e definito alla scala comunale.

Le elaborazioni che hanno condotto alla individuazione dei sistemi paesaggistici hanno avuto quali fasi significative quella della aggregazione delle Unità di Paesaggio secondo criteri di omogeneità, tali da consentire la messa in valore dei fattori strutturali e delle differenze ambientali riscontrate nelle 112 aree precedentemente definite.

Il confronto poi con alcuni significativi usi del suolo, utilizzati quali veri e propri indicatori, ha permesso la delimitazione spaziale dei sistemi paesaggistici individuati.

Per poter rendere esplicite alcune differenze si è identificata la Valle Umbra quale pianura, anche se tale definizione non sarebbe corretta da un punto di vista della disciplina geologica.

Si è voluto con ciò sottolineare il fatto che la Valle Umbra è la più vasta area pianeggiante presente nell’intera regione e che in virtù di questa sua dimensione, nonchè per le sistemazioni agrarie che vi si trovano e per l’utilizzo di alcuni elementi di paesaggio quali i pioppi, i sistemi infrastrutturali rurali, etc, possiede caratteri distintivi propri di una pianura.

Mentre per la valle del Tevere si è voluto sottolineare, oltre alla diversa situazione geomorfologica di valle rispetto quella di pianura, anche la situazione di regolarità della campitura e le forme della moderna agricoltura meccanizzata.

Tale situazione è stata unificata, limitatamente agli indirizzi normativi, con quelle di valle, sia in ragione dell’unicità della situazione della Valle Umbra, sia in forza della verifica di una sostanziale indifferenza delle diversità riscontrate rispetto alla disciplina di regolamentazione di queste aree.

 

Nella seguente scheda vengono riportate le denominazioni delle Unità di Paesaggio, la loro numerazione di individuazione e ne viene attribuita l’appartenenza ai quattro sistemi paesaggistici, così come rappresentato in cartografia.

 

“TABELLA DELLE UNITÀ DI PAESAGGIO”

 

Ricadute territoriali

Le Unità di Paesaggio costituiscono il livello minimo di suddivisione del territorio provinciale a tale scala e realizzano le unità elementari della struttura paesaggistica, rappresentando la sintesi delle caratteristiche ambientali e delle trasformazioni antropiche del territorio.

La loro successiva aggregazione in sistemi paesaggistici è funzionale ad una loro descrizione in termini più generali, ma capace di indicare gli elementi caratterizzanti e le situazioni di tipicità presenti.

Stante tali caratteristiche, le Unità di Paesaggio si configurano quali suddivisioni territoriali capaci di consentire il passaggio tra la pianificazione d’area vasta e quella generale dei Comuni.

Si prevede, infatti, che attraverso la precisazione dei limiti e l’eventuale maggiore articolazione al loro interno, sia possibile effettuare il raccordo tra le previsioni paesaggistiche ed urbanistiche (limitatamente al territorio extraurbano) dei PRG con quanto previsto dal PTCP.

In altri termini, le Unità di Paesaggio costituiscono una prima suddivisione e una prima struttura che viene indicata agli strumenti urbanistici comunali, al fine di orientare le loro scelte all’interno di una logica sistemica che realizza una effettiva azione di coordinamento delle scelte paesaggistiche alla scala sovracomunale.


Indirizzi normativi

Le ricadute in termini di indirizzi normativi che provengono da questo elaborato A.4.2. sono fondamentalmente riscontrabili nei capi II e III del Titolo 4° dei “Criteri, indirizzi e direttive, prescrizioni” del PTCP e, in specifico negli articoli 26 e 32-34.