LOCALIZZAZIONI PRODUTTIVE INQUINANTI
Nell’analisi delle componenti paesaggistiche e degli elementi puntuali di definizione del paesaggio, una attenzione particolare è stata posta, oltre che alla ricognizione di tutto ciò che fornisce, in quanto singolarità,
valore aggiunto alla caratterizzazione complessiva dell’ambito paesaggistico, anche alla presenza di elementi di disturbo o di fattori negativi che, con la loro visibilità, riducono il pregio e l’attrattività dei luoghi.
Questa attenzione è stata posta al fine di individuare gli elementi di una matrice che potrà consentire, al momento ed alla scala opportuna, la formazione di un bilancio paesaggistico ambientale nelle singole unità di riferimento territoriale (Unità di Paesaggio) e di programmare azioni di valorizzazione del patrimonio paesaggistico-ambientale al loro interno, avendo definito con chiarezza gli elementi, strutturali, a livello d’area vasta e quindi per un ambito di copianificazione, su cui sarà necessario agire.
Il momento e la scala opportuni non potranno che essere quelli comunali, vale a dire quelli in cui si viene a formare il PRG e, con esso, la previsione effettiva delle scelte urbanistiche; la dimensione della matrice è sovracomunale e pertanto le problematiche dovranno essere affrontate con un processo di copianificazione in cui il PTCP dovrà essere soggetto attivo.
L’individuazione degli elementi di detrazione di valore paesaggistico-ambientale è stata fatta sulla base dei tematismi affrontati dal PTCP; su elementi strutturali, quindi, del Piano Provinciale e per i quali è presumibile una ricaduta negativa sul paesaggio.
Si tratta in primo luogo delle attività produttive in generale che, con la visibilità delle aree industriali sulle quali insistono, costituiscono segni non sempre coerenti con l’ambiente che li ospita, ed in particolare, delle attività estrattive che, per loro stessa natura, aggrediscono in maniera violenta aree spesso di notevole importanza naturalistica, o delle attività connesse al recupero dei rifiuti e dei rottami, dei grossi insediamenti di produzione energetica, degli impianti di depurazione dei reflui, ecc.
E’ chiaro che gli elementi sopra indicati agiscono nella riduzione del pregio ambientale in maniera assai diversificata per gli effetti e che gli stessi atti compensativi possono essere di caso in caso diversi per peso ed impegno.
In ogni modo, comunque, il rapporto tra il nuovo processo produttivo-funzionale introdotto e l’equilibrio ambientale e paesaggistico scosso deve essere preventivamente considerato al fine di ricostruire un nuovo equilibrio, quale condizione per la attuabilità della scelta.
In questi casi, il PTCP è il luogo della riduzione a coerenza del problema, rappresentato dalla essenzialità di alcune funzioni e di alcuni servizi (a volte azioni necessarie anche per perseguire la stessa sostenibilità dello sviluppo) ed insieme, dalla caduta di valore ambientale che i luoghi o gli insediamenti, su cui si svolgono quelle attività, necessariamente subiscono.
L’elaborato descrive ancora una serie di informazioni specifiche e minute che derivano da segnalazioni pervenute all’Ufficio di Piano a seguito dell’azione di monitoraggio istituzionalmente svolta dalla Provincia di Perugia; queste segnalano situazioni di degrado ambientale e di inquinamento paesaggistico e/o ecologico, che dovrebbero essere rimosse, una volta verificata la loro permanenza. Si tratta per lo più di abbandoni o discariche abusive di dimensioni o visibilità particolarmente significativa.
L’elaborato inoltre segnala gli ambiti territoriali in cui forte è la pratica della fertirrigazione, la quale può comportare significative limitazioni all’uso produttivo, in senso turistico o di valorizzazione ambientale, del territorio, se non più pesanti alterazioni di tipo ecologico, sul ciclo delle acque.
Ricadute territoriali
Per questo tema, l’obbiettivo del PTCP è, nella attuale fase, quello di rappresentare ai Comuni un quadro il più completo possibile per la scala d’area vasta (ma anche per la scala comunale stessa in prima analisi) degli elementi puntuali che agiscono negativamente sul paesaggio del loro territorio, proponendo che, in sede di formazione dei PRG, vengano valutate le conseguenze dello svolgimento di tali azioni e quindi siano individuate le forme di controllo, di compensazione e quanto altro risulti adeguato e pertinente alla minimizzazione dell’azione di degrado ovvero al suo azzeramento.
Il PTCP inoltre fornisce gli elementi valutativi per evidenziare, tramite il confronto della situazione qui descritta con il quadro delle aree oggetto di tutela ambientale e panoramica (§ A.5.1.), delle aree di interesse naturalistico-vegetazionale e faunistico (§ A.2.1.), o delle risorse storico-architettoniche (§ A.3.1.- A.3.3.), le situazioni di maggiore incoerenza e quelle in cui la necessità di un intervento correttivo deve essere posta con urgenza.
I Comuni pertanto, oltre a disporre di uno strumento conoscitivo per verificare le potenzialità insite nel proprio territorio e introdurle nel processo di pianificazione come fattori di sviluppo, potranno verificare la reale consistenza delle situazioni problematiche evidenziate nella maniera sopra descritta, e definire di conseguenza le proprie determinazioni.
Le stesse direttive per la Pianificazione Paesaggistica, contenute nei “Criteri, Indirizzi, direttive, prescrizioni” del PTCP (all’interno dell’Atlante della Struttura del PTCP), definiscono la disciplina specifica per alcune delle situazioni di maggiore gravità e rilevanza paesaggistica.