A.3.1
Le emergenze storico-architettoniche. (scala 1:100.000)


LE EMERGENZE STORICO-ARCHITETTONICHE

E’ opinione condivisa che il patrimonio storico architettonico diffuso costituisca una risorsa da difendere e da valorizzare; non è invece consolidata la consapevolezza che il valore di questo patrimonio sia legato ad un equilibrio che rende possibile la contemporanea presenza dell’oggetto storico ed il contesto attuale e che la rottura di esso porti necessariamente alla perdita del patrimonio. Il valore, in termini di spendibilità, di questo patrimonio è quindi solo in parte assoluto, ma è sostanzialmente relazionale. La tutela e la valorizzazione debbono essere pertanto necessariamente contestualizzati: i concetti di compatibilità dell’uso e di sostenibilità del processo di trasformazione diventano centrali.

Oggi, laddove la spinta espansiva è ridotta ed il mercato edilizio è più guidato da spinte di rilocalizzazione insediativa e di riorganizzazione della struttura sociale, piuttosto che da primari fabbisogni, il recupero del patrimonio storico con il suo valore relazionale può rappresentare un obiettivo realistico se perseguito in coerenza con l’insieme delle politiche insediative.

Per questo motivo non è condivisibile una gestione dei centri storici separata dalla strumentazione urbanistica generale, come non è condivisibile una loro pianificazione che ne trascuri la specificità. Il PTCP affida a questo tema un importante ruolo, in quanto individua in esso la possibilità di innescare un percorso virtuoso di tutela e valorizzazione del patrimonio edilizio e del paesaggio storici e di consolidamento dei sistemi territoriali che hanno caratterizzato, ed in parte caratterizzano, tuttora la regione ed il territorio provinciale.

Con il PTCP è stato allestito un consistente repertorio di emergenze storico-architettoniche della provincia di Perugia; si tratta di un lavoro sostanzialmente compendiario ottenuto attraverso la raccolta dei dati di ricerche effettuate nel corso degli ultimi 15 anni in occasione di esperienze di programmazione e pianificazione territoriale elaborate a livello comprensoriale, ma non solo. Si tratta di una raccolta che interessa tipologie edilizie di primaria importanza sia per la storia del territorio e del paesaggio che per la loro attuale immagine. Tale raccolta è costituita da elementi di variegata complessità: dai centri storici delle città ai minuscoli nuclei storici che, isolati, punteggiano le campagne umbre; dai complessi religiosi che hanno costituito la prima forma e la base dell’organizzazione sociale del territorio, alle chiese che ne hanno segnato la storia e tracciato la rete delle relazioni fisiche, dagli insediamenti rurali produttivi e residenziali che testimoniano concretamente il secolare radicamento e la capillare diffusione della mezzadria e rappresentano i nodi periferici del rapporto gerarchico città-campagna, nonché gli elementi terminali della rete infrastrutturale resa efficace con ponti ed altre opere, protetti con fortificazioni e posti di controllo.

Le tipologie indagate sono quindi quelle che con maggiore immediatezza contribuiscono a strutturare in modo sintetico la natura e il processo di trasformazione storica del territorio e, nel contempo, ne rappresentano la ricchezza. La selezione delle tipologie è stata operata con riferi-mento alla scala territoriale provinciale. Questi elementi relazionati al sistema viario storico diffuso (recepito dal PTCP sulla scorta di una impegnativa elaborazione della viabilità storica -§ A.3.3.), costituiscono una rete che permette di leggere ed interpretare le vicende del territorio prefigurando, con il riconoscimento di tale sistema di relazioni, nuove condizioni di tutela e riuso dei beni interessati.

 

Ricadute territoriali ed operative.

La finalità del repertorio delle emergenze storico-architettoniche consiste nella sistematizzazione delle conoscenze fin qui acquisite al fine di orientare su questi temi la pianificazione comunale ed in particolare quella dei comuni di piccole dimensioni e con limitate risorse tecniche e finanziarie.

Vengono pertanto messi a punto gli elementi per definire ulteriormente alla scala comunale la dimensione e la qualità del patrimonio, oltre che le potenzialità d’uso riconoscendone un valore comunque identificativo nella definizione degli assetti insediativi e paesaggistici di quel Comune.

Il PTCP definisce una scheda che dovrà essere completata in fase di formazione dei PRG e che per ogni tipologia di bene è articolata in una serie di descrizioni che, oltre a fornire le coordinate storiche e funzionali dell’oggetto, descrivono anche il contesto in cui esso si trova, ne indicano le condizioni manutentive, l’attuale uso nonché lo stato di diritto che il PRG attribuisce al bene ecc. e sia come stato di diritto, vale a dire l’attesa di conservazione/trasformazione che il PRG in vigore attribuisce allo stesso. Con questa particolare lettura viene evidenziata l’eventuale condizione di rischio riferita ad una non opportuna destinazione urbanistica.  Va inoltre senz’altro evidenziato come la necessità di una continua attività di implementazione ed aggiornamento del repertorio non sia una mera dichiarazione d’intenti, ma una realtà concreta e già in atto. Il ruolo di raccordo e coordinamento tra le attività dei Comuni e delle Comunità Montane esercitato dal Piano Provinciale consente di sviluppare programmi concordati su temi di comune interesse per realizzare approfondimenti tematici, o verifiche qualitative e per sperimentare forme di coordinamento e copianificazione. A tale proposito, va ricordato il recepimento degli approfondimenti per le aree delle Comunità Montane dell’Alto Tevere e dell’Eugubino Gualdese, nell’ambito di progetti propedeutici al Patto Territoriale per l’Appennino Centrale, finanziati con l’obiettivo comunitario 5b. Va infine ricordata l’avvenuta verifica della congruità del repertorio del PTCP con gli elenchi di emergenze storico-architettoniche collegate ai siti benedettini descritti dal PUT alla tav.28.

Indirizzi normativi

Il PTCP ha voluto raccogliere nell’unica categoria “ centri e nuclei storici” l’insieme degli insediamenti il cui tessuto urbano è caratterizzato da forme tipiche dell’agglomerato antico e ne conserva significativi manufatti. Tale semplificazione, che non nasconde l’evidente diversità tra il centro storico di una città moderna e l’aggregato rurale oggi abbandonato o semi abitato, vuole in primo luogo evidenziare la attuale centralità del tema degli insediamenti storici e dell’intero patrimonio edilizio-urbanistico storico negli indirizzi del PTCP: il problema del recupero, cui si è dato un grande spazio in questi ultimi anni soprattutto in rapporto alle politiche di edilizia sociale pubblica, diviene nel PTCP un tema a scala territoriale nel quale sono coinvolte, oltre alle problematiche dell’espansione insediativa, le questioni del rafforzamento degli assetti insediativi nelle zone a bassa densità e forte rarefazione, quelle della valorizzazione, in senso anche produttivo, del ricco patrimonio ambientale di cui quello edilizio-urbanistico è parte significativa. I centri ed i nuclei storici vengono così riconosciuti come elementi strutturali del territorio provinciale capaci di fornire una risposta al nuovo fabbisogno insediativo che potrà prendere corpo a seguito delle politiche di incentivazione urbanistica, tributaria e fiscale innescate. Ciò presuppone un’attenzione che non può prescindere dall’assegnare ai centri e nuclei storici, siano essi attualmente in area urbana o in area extraurbana, la classificazione di zona omogenea A ai sensi del DM.2 aprile 1968. La disciplina di tali zone dovrà essere elaborata pertanto contestualmente alla formazione del PRG ed in coerenza con le scelte individuate per le altre zone omogenee; tale classificazione potrà garantire infatti, oltre ad una attenta qualità della progettazione sia ai fini manutentivi che a quelli trasformativi, anche la gamma delle destinazioni d’uso compatibili che sono la condizione di vita per un tessuto urbano.

La serie delle altre emergenze raccolte nel repertorio rappresenta situazioni singolari, sia pure di diversa complessità, che caratterizzano in modo assoluto il territorio in cui sono collocate: esse costituiscono una chiave interpretativa di quell’ambito territoriale e, insieme alla viabilità storica da cui sono messe in rete, rappresentano i nodi del sistema paesaggistico storico che, in quanto tale, va tutelato in sede di PRG; al di là di possibili riusi funzionali di queste strutture (che, direttamente rapportati alle tipologie -§ A.7.1.-, alle dimensioni ed agli usi originari, quando compatibili, vanno senz’altro consentiti) quindi, sarà necessario individuare in sede di PRG un ambito di rispetto che esalti sia la nodalità che la rete.