Upgrading e gestione degli impianti di trattamento delle acque di scarico
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Giornate di Studio

 

"Upgrading e gestione degli impianti di trattamento delle acque di scarico"
- esperienze nazionali a confronto -
 
Perugia, 22 – 23 ottobre 2009
 Villa Umbra, Pila

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La situazione italiana negli ultimi decenni ha visto un progressivo incremento degli impianti di depurazione delle acque di scarico urbane che si sono progressivamente adeguati alle nuove esigenze del territorio ed alla normativa sempre più stringente per cui allo stato attuale si rileva una sufficiente copertura del territorio nazionale sebbene si richiedano ancora interventi migliorativi in ambito gestionale. Analogo processo, attualmente ancora in corso, è stato avviato per gli impianti di trattamento di reflui industriali in cui la presenza di inquinanti di difficile biodegradabilità richiede l’adozione di tecnologie sicuramente più complesse e che richiedono specifiche competenze gestionali. Inoltre, il quadro normativo per tali impianti prevede l’adeguamento alla Direttiva della comunità Europea 96/61/EC, nota anche come Direttiva IPPC (Integrated Pollution Prevention and Control) che ha come obiettivo quello di realizzare la prevenzione integrata ed il controllo dell’inquinamento derivante dalle attività industriali più rilevanti in ambito europeo (riportate nell’Allegato 1 della stessa Direttiva), al fine di acquisire un elevato livello di protezione dell’ambiente nel suo insieme. Nell’applicazione della Direttiva devono essere considerati, oltre alla salvaguardia ambientale, anche altri obiettivi importanti per la Comunità, quali la competitività dell’industria europea ed il suo contributo ad uno sviluppo sostenibile. L’Art. 3 della Direttiva stabilisce, infatti, che gli operatori dovrebbero intraprendere tutte le misure preventive appropriate contro l’inquinamento, in particolare attraverso l’applicazione delle migliori tecniche disponibili (BAT Best Available Technologies), al fine di migliorare le prestazioni “ambientali” dell’impianto.

L’approccio previsto per le attività industriali in esame richiede sia agli operatori che ai legislatori una visione integrata dei potenziali di inquinamento e di consumo delle installazioni tale da condurre, nell’ottica di un elevato livello di salvaguardia ambientale, a sostanziali cambiamenti nella gestione e nel controllo dei processi produttivi.

L’inquadramento della gestione degli impianti delle acque di scarico industriali in tale contesto richiede l’adozione di una visione integrata del processo industriale e della salvaguardia ambientale che non può prescindere da una specifica qualificazione degli operatori.